La guerra in Medio Oriente, con lo scontro tra Usa e Israele da una parte e l’Iran dall’altra, si abbatte sulle vacanze estive degli italiani, da un lato modificando le scelte delle famiglie, dall’altro portando a cambiamenti delle tariffe turistiche. È quanto mette in evidenza Assoutenti, che ha realizzato il “Dossier vacanze 2026” attraverso il quale analizza i costi che dovranno affrontare i cittadini che si concederanno una villeggiatura nel mese di agosto. Praticamente aumentano tutti i costi, tranne quelli degli spostamenti in aereo.
Strutture ricettive
Il primo dato che emerge dall’indagine riguarda proprio le scelte degli italiani: i motori di ricerca specializzati in prenotazioni alberghiere mostrano come chi decide di prenotare a giugno un soggiorno di 7 notti in una delle località di mare in Italia per la settimana centrale di agosto, debba fare i conti con la scarsa disponibilità di strutture ancora libere. Questa è una conseguenza diretta del conflitto in atto, che ha spinto una crescente fetta di cittadini a preferire mete nazionali per la propria villeggiatura estiva, anche a causa dell’allarme jet-fuel e del rischio paventato di un taglio ai voli estivi da parte delle compagnie aeree. Ecco perché una famiglia con due figli che prenota in questi giorni un soggiorno di 7 notti in Italia dal 9 al 16 agosto (in hotel 3 stelle o struttura assimilata), ha un ventaglio di scelte ridotto e spende una media di 2.025 euro, in crescita del +12,6% rispetto a chi prenotava lo scorso anno lo stesso soggiorno nello stesso periodo. Se per soggiornare a Rimini o Milano Marittima bastano meno di 1.400 euro a settimana, la spesa della famiglia in esame sale a oltre 1.700 in Veneto (Caorle, Bibione, Jesolo), supera i 2mila euro in Sicilia (Cefalù e San Vito lo Capo) e raggiunge in 4.800 euro a Baja Sardinia, in Sardegna. La meta più economica si conferma Vieste (Puglia), dove una settimana di villeggiatura ad agosto costa 1.255 euro (erano 1.200 euro ad agosto 2025).













