Abbiamo scoperto un nuovo sito dove vengono pubblicate foto intime di donne senza consenso. Ci abbiamo passato un mese. Qui le vittime vengono trasformate in oggetti da commentare e umiliare. I loro dati personali vengono condivisi dagli utenti: nomi, profili e contatti sono a disposizione di chiunque voglia incontrarle, anche dal vivo.
La scritta “stanze invisibili” lampeggia in rosso in alto a destra. Clicco. Apro. Compare un elenco. Foto in anteprima, titoli brevi, violenti: “Mostro le mie vacche”. “Teen 14-16”. “La figlia della mia compagna per voi”. “Chi si segna sulla mia amica cessa?”. Passano pochi secondi. Le stanze, le "Slut Room" come vengono chiamate, spariscono. Ricarico. Ne compaiono di nuove. Entro. Mi trovo di fronte a un catalogo di donne nude, in pose esplicite, accanto una scheda simile a un menù con nome, cognome, abitudini sessuali, violenze subite. Come se si trattasse di prodotti. Non persone. Scorrendo leggo titoli come: “Umiliate mia sorella” , “Sbo**ate sulla mia figliastra”. Album di bambine classificati come “Carne fresca”. Ogni minuto nascono decine stanze. È una produzione continua. Una catena di montaggio senza pause. Non è un sito isolato. L’abbiamo già visto con piattaforme come “Phica”, “Mia Moglie”, “Cum Tribute Italia”, “Ragazze VIP italiane”. Nel 2025 diversi casi sono emersi in Italia: forum e gruppi dove uomini condividevano immagini intime di donne senza consenso. Le autorità sono intervenute, alcuni spazi sono stati chiusi, ma il fenomeno non si è fermato.






