Continuano le ricerche di Sarah e Alisya, le due sorelline scomparse da una comunità protetta in Abruzzo. Il papà chiede a chiunque abbia notizie di interfacciarsi con le forze dell’ordine, che indagano per sottrazione di minore. Le accuse alla comunità: “Non protegge i suoi giovani ospiti”.

Continuano le ricerche di Alisya e Sarah, 16 e 12 anni, scomparse da una comunità protetta in Abruzzo dove vivono da 2 anni. Il papà è convinto che le due adolescenti non si siano allontanate da sole e che abbiano usufruito dell'aiuto di un "complice", qualcuno che le ha attese nella notte tra domenica e lunedì fuori dalla Comunità di Civitella Alfedena, nel cuore del Parco d'Abruzzo, per farle allontanare non viste.

Il papà nel frattempo ha riavuto la potestà genitoriale nei primi giorni di maggio: a lui e alla mamma delle bambine era stata tolta dai giudici circa sette anni fa dopo una separazione difficile. Il nuovo verdetto è che il padre, che vive e lavora nella zona di Minturno, nel Lazio, può occuparsi in via esclusiva delle figlie. "È impossibile che siano andate via da sole – ha spiegato il papà, Stefano Di Giacinto – a piedi e in piena notte, in una zona come quella isolata tra le montagne dove non passano bus, piena di animali di ogni genere. La stazione più vicina è a diversi chilometri. Qualcuno le ha prese e deve essere qualcuno che conoscono". Secondo l'uomo, le ragazzine erano serene e l'ultimo contatto risale al mercoledì prima della scomparsa. Alisya si è fatta sentire al telefono con due messaggi vocali nei quali raccontava di essere stata dal dentista. Anche la sorellina sarebbe apparsa tranquilla. Nel frattempo, le polemiche hanno travolto la Comunità del Parco d'Abruzzo. Di Giacinto si è rivolto a Penelope Abruzzo, che si occupa di persone scomparse. Alessia Natali, presidente dell'associazione, ha sottolineato che la struttura "non era poi così tanto protetta". "Come può essere definita tale se non riesce a proteggere i suoi ospiti?", ha chiesto.