di
Marco Sabella
Dopo l’aumento delle stime di inflazione da parte della Bce il bond che protegge il capitale dal carovita acquista nuovo sprint. Maxi-cedola in arrivo a dicembre
La scelta dei tempi da parte del Tesoro è stata azzeccata. E proporre ai risparmiatori una nuova edizione del Btp Italia - ribattezzato per l’occasione con un rafforzativo e diventato Btp Italia Sì - significa offrire ai sottoscrittori un bond che potenzialmente può raggiungere un rendimento (lordo) che sfiora il 4% annuo per per ognuno dei 5 anni di vita dell’emissione (con un tasso minimo fissato all’1,6%). Un valore ghiotto, soprattutto a paragone del più contenuto 3,1% di rendimento offerto dal Btp tradizionale di pari durata. Ma procediamo per gradi e vediamo tutti i possibili rischi associati a questo scenario benigno: possibile, forse probabile, ma non certo.
La Bce alza i tassi e aumenta le stime sull’inflazioneDopo un rientro del tasso di inflazione al di sotto del 2% negli ultimi 18 mesi, a partire da marzo di quest’anno, per effetto della guerra tra Usa e Iran e dell’impennata delle quotazioni del petrolio, i prezzi sono tornati a crescere fino al 3,2% su base annua registrato a maggio. E giovedì scorso la Bce, dopo avere aumentato di 25 centesimi il costo del denaro nell’Eurozona, portandolo al 2,25% — proprio per combattere l’impennata dei prezzi — ha alzato le sue stime sull’inflazione europea. Che nel 2026 passerà da un tasso medio del 2,6 al 3% e nel 2027 salirà in media dal 2 al 2,3%.










