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Il Mef ha fatto bene i compiti a casa e con il nuovo Btp Italia Sì ha deciso di andare sul sicuro. Per gli investitori individuali si è tradotto in un prodotto indicizzato che, alle condizioni attuali di mercato, presenta pochi rivali nel mercato tricolore.
La cedola minima garantita (anche in caso di deflazione) del nuovo titolo a cinque anni è stata fissata all'1,6%. Un valore che si colloca sopra la forchetta (1,3-1,5%) che vari desk operativi avevano indicato a MF-Milano Finanza come un tasso minimo convincente. D'altronde, anche la scelta di puntare solo sul pubblico retail escludendo gli istituzionali potrebbe essere stata una mossa ponderata dal Tesoro, che in questo modo sarebbe stato meno vincolato a prezzare lo strumento perfettamente in linea con la curva dei rendimenti. Infatti in assenza della tranche istituzionale il Tesoro può privilegiare l'attrattività del prodotto rispetto all'allineamento millimetrico con i rendimenti espressi dal mercato secondario.
Ai raggi X. All'ultima rilevazione di aprile l'inflazione italiana Foi era vicina al 2,6%, anche se i preliminari Eurostat di maggio indicano già una crescita del carovita intorno al 3,2%. Con gli ultimi dati disponibili il nuovo titolo ha un rendimento a scadenza lordo (calcoli di Skipper Informatica) del 4,31%: frutto della somma tra componente fissa, tasso di inflazione e premio fedeltà finale dello 0,6% (cioè lo 0,12% annuo), che verrà corrisposto al momento del rimborso a chi lo comprerà in fase di emissione e lo terrà fino alla scadenza. Al netto della tassazione, il rendimento effettivo attuale è pari al 3,77%.














