Con Gian Luca Giardini abbiamo analizzato il desolante panorama del ciclismo italiano, provando a capirne le cause e a trovare le soluzioni. Partendo dall’esito dell’ultimo Giro d’Italia per arrivare all’imminente Giro Next Gen che ci potrebbe regalare qualche sorriso: “So che Finn è pronto ad andare a tutta, ha recuperato dall’incidente al polso”.

Gian Luca Giardini, ex corridore e voce storica del ciclismo in TV, a Fanpage ha sintetizzato l'attuale, diffuso malessere del ciclismo italiano, prendendo spunto dall'ultimo Giro d’Italia, dal quale il nostro movimento non ne è uscito ridimensionato, ma ha confermato la mediocrità generale: "Per essere delusi bisogna prima essersi illusi. Io non lo sono mai stato ancor prima del via". Un bilancio crudo e realistico, il bilancio finale della Corsa Rosa: "E' il risultato di una generazione di corridori che è mancata, dell'esserci addormentati sulle spalle di Nibali mentre un intero mondo cambiava".

Resta il grande rammarico per Giulio Pellizzari, condizionato dalle "tante pressioni" e dalla fretta di vederlo vincere sempre e comunque. Ma tra le note positive, anche qualche giovane di prospettiva: "Qualcuno di interessante si è visto, come Piganzoli o come Crescioli" che hanno portato un po' di sereno in un panorama altrimenti spettrale: "Stiamo pagando ancora i ritardi nella preparazione, nell'alimentazione, nella mentalità e di una Federazione poco incisiva, sul vivaio di base. Con tante società giovanili che stanno morendo". Un’analisi spietata, che guarda al passato del nostro ciclismo per capire cosa serve per ritrovare un futuro più radioso. Ti senti deluso o te l'aspettavi un esito così modesto del nostro ciclismo all'ultimo Giro? Beh, guarda, per essere delusi bisogna prima essersi illusi. Io non lo sono mai stato e quindi diciamo che il tutto resta nella media di ciò che pensavo. Cioè, ero cosciente che l'unico ragazzo che poteva aspirare al podio, e io ci credevo, era Giulio Pellizzari. Purtroppo ho avuto un problema di salute e quando accade non ci puoi far nulla. Per il resto, sì, potevamo vincere qualche tappa in più, come un bis per Milan e poi abbiamo avuto Ciccone che ci ha provato e riprovato… alla fine una tappa l'avrebbe meritata.