Silvio Martinello in esclusiva a Fanpage.it ha sottolineato il disperato momento del movimento ciclistico italiano evidenziato dall’ultimo Giro d’Italia: “Una situazione desolante, stiamo semplicemente sopravvivendo e a livello internazionale non contiamo nulla”

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Campione olimpico, fuoriclasse delle piste e oggi tra i commentatori più lucidi e autorevoli del panorama sportivo, Silvio Martinello non ha mai smesso di correre per il bene del ciclismo italiano. Finiti gli anni dei trionfi in sella, la sua missione si è spostata sul terreno più difficile: la rinascita e la riforma strutturale del nostro movimento. Una dedizione testimoniata da ben due candidature alla presidenza della Federciclismo, mosse dal profondo desiderio di restituire all'Italia il ruolo di superpotenza mondiale che le spetta: "Oggi non contiamo nulla anche sul fronte internazionale e ci stiamo estinguendo, senza che si faccia nulla" ha spiegato in esclusiva a Fanpage.it.

Da opinionista e uomo di sport, Martinello non si limita a raccontare le corse. Analizza la realtà con la franchezza e la competenza di chi conosce ogni ingranaggio del sistema e ha parole dure per l'ultimo Giro d'Italia che ha mostrato un bilancio avvilente per i colori azzurri e che ha evidenziato una crisi che non è un caso, ma la punta di un iceberg. È il risultato finale di anni di miopie gestionali da parte dei vertici istituzionali, capaci di commettere macroscopici errori organizzativi senza mai sostenere la base e i giovani, e ormai privi di qualsiasi appeal politico nei tavoli decisionali internazionali. Il sogno di rivedere il ciclismo italiano in auge è ancora vivo. Per Martinello, però, l'unica via di uscita passa da una riforma profonda, da una linea politica radicalmente nuova e da un rinnovamento istituzionale che parta dalle fondamenta: "Io sono positivo per natura non un disfattista, ma così è impossibile pensare si possa proseguire".