Pubblicato il: 13/06/2026 – 6:55
di Giorgio Curcio
LAMEZIA TERME «Sbrighiamoci, mandiamola a Malta». È una delle frasi che, nelle carte dell’inchiesta “Abisso”, restituisce meglio la proiezione internazionale del presunto traffico di droga ricostruito dalla Dda di Catania. Non solo il mercato siciliano, non solo i contatti con la Locride. Nelle conversazioni captate dagli investigatori, il canale calabrese dell’approvvigionamento si allarga fino all’isola maltese, indicata come possibile destinazione di una partita di cocaina che, secondo l’accusa, avrebbe dovuto viaggiare lungo l’asse Calabria-Sicilia-Malta.Il passaggio emerge dalle intercettazioni del 25 febbraio 2023 all’interno dell’auto in uso ad Antonino Vasta, ritenuto dagli inquirenti «figura centrale del gruppo investigato». A bordo con lui c’è Salvatore Messina. I due discutono di fornitori calabresi, di prezzi, di margini e di una partita da dieci chili di cocaina. Sullo sfondo compaiono territori simbolo della Locride: San Luca e Platì. È qui che, secondo la ricostruzione degli investigatori, il gruppo avrebbe cercato uno dei canali di rifornimento per alimentare i mercati siciliani e, almeno in parte, quello maltese.
San Luca, i fornitori calabresi e la partita da dieci chili














