TREVISO - Daniela Ronzani è legittimamente stata nominata presidente del tribunale di Treviso. Il Tar del Lazio ha infatti rigettato la domanda di tutela cautelare presentata da Andrea Carli riguardo l'assegnazione dell'incarico di guida del palazzo di giustizia di via Verdi da parte del Csm. «Impregiudicata ogni valutazione sul merito del ricorso - scrive il Tar - non sussiste il requisito del "periculum in mora" necessario per accogliere la domanda di tutela cautelare di sospensione della delibera di nomina della contro interessata (Daniela Ronzani, ndr). Nel bilanciamento dei contrapposti interessi, non può che darsi prevalenza a quello del pubblico alla copertura del posto direttivo per cui è in giudizio». Carli avrà 30 giorni di tempo per presentare ricorso al Consiglio di Stato soltanto per quanto riguarda la sospensiva. Nel merito, dovrà attendere il pronunciamento del Tar.

Andrea Carli, esperto in diritto di famiglia e all'epoca presidente di sezione al tribunale di Biella, lo scorso 5 febbraio era stato votato all'unanimità come successore di Antonello Maria Fabbro alla guida del tribunale di Treviso. Aveva preso possesso il 15 aprile, peraltro dopo aver già trovato casa a Treviso. In piedi, però, c'era già il ricorso davanti al Tar del Lazio presentato il 15 gennaio dalla giudice Ronzani, la cui candidatura era stata esclusa perché la sua relazione era risultata più lunga di una decina di pagine rispetto a quanto previsto dall'organo di autogoverno della Magistratura. Assistita dagli avvocati Filippo Lattanzi e Claudia Ciccolo, Ronzani nel ricorso chiedeva in pratica a tribunale amministrativo regionale di cestinare non solo l'atto relativo al prescelto Carli (che non si era costituito in giudizio), bensì pure i verbali delle sedute in cui il Csm (rappresentato dall'Avvocatura generale dello Stato) aveva trattato la pratica in questione. La tesi della difesa, in estrema sintesi, era che l'autocandidatura di Ronzani, benché più lunga di quel fac-simile, dovesse essere ammessa ugualmente, anche in forza di precedenti simili. Il Csm, forse per prevenire una possibile decisione del Tar che avrebbe dato ragione alla giudice Ronzani, il 3 maggio aveva deciso di muoversi prima, annullando in autotutela la nomina di Andrea Carli, lasciandolo però al suo posto come facente funzione.