VENEZIA - Una sedia, un asciugamano e una mantellina, un pettine e un rasoio elettrico per sistemare barba e capelli dei clienti in coda, in attesa del proprio turno. Non ci sarebbe nulla di strano se non fosse che non ci troviamo all’interno di un salone di bellezza, ma nel cuore della città lagunare, all’aperto. A pochi passi da campo San Cassiano, in una sua calle laterale, da ormai qualche tempo va infatti in scena una situazione che ha dell’incredibile e che non ha potuto non attirare l’attenzione di residenti e persone che abitano e frequentano la zona quotidianamente.
Il “barbiere” abusivo ha preso ormai l’abitudine, in orari differenti in base alla sua agenda personale, di soddisfare le richieste della clientela in pieno giorno, posizionando sui masegni della calle una sedia dove farla accomodare per procedere al taglio richiesto, davanti agli occhi increduli di passanti e veneziani che, affacciati alle finestre, molte volte si trovano ad assistere alla medesima scena. A gestire il “negozio” itinerante è un giovane, descritto dai testimoni come un cittadino di probabile origine tunisina, che ha preso l’abitudine di svolgere l’attività proprio in quel punto della città – più precisamente in corte Ca’ Michiel, a San Polo – dove evidentemente è solito fissare gli appuntamenti di giornata. Qualcuno è riuscito anche a immortalarlo mentre si dedica alla sua “professione”, con tanto di mantellina messa da lui stesso a disposizione, inclusa nel prezzo; o mentre il cliente tira fuori il portafoglio dalla tasca per pagare la cifra pattuita per il lavoro portato a termine. E la cosa ancora più sorprendente è che l’attività in questione sembra essersi creata il suo giro di clientela affezionata, tanto che in alcuni momenti c’è chi resta in piedi, in attesa del proprio turno. Come nel caso di giovedì sera, intorno alle 19.30. A raccontarlo è una veneziana che preferisce restare anonima, alla quale è stato riferito dagli abitanti della zona che questa situazione si protrae ormai da alcuni mesi. IL RACCONTO «All’inizio ho pensato che fosse un episodio isolato. Ma poi ho appurato che la cosa si ripete da tempo e in orari diversi della giornata – riferisce la signora – Ho chiamato i vigili spiegando l’accaduto. Per carità, non si tratta certo di un’urgenza, nel senso che questa persona non fa del male a nessuno. Ma è comunque un’attività abusiva, che non fa che generare una concorrenza sleale nei confronti di chi la professione la svolge correttamente, nel rispetto delle regole». Senza contare l’aspetto igienico, in questo caso chiaramente trascurato. «La Polizia locale – prosegue la donna nel suo racconto – mi ha risposto che avrebbero mandato qualcuno sul posto non appena possibile, ma alla fine non mi è sembrato di vedere alcun movimento. Tanto che, una volta finito il turno, il giovane ha preso le sue cose e se n’è andato». Ad effettuare il taglio di barba e capelli è sempre la stessa persona. A cambiare sono i clienti, «che non sono certo veneziani».






