Qualcuno ha definito gli anni Ottanta come il decennio che non è mai finito. Forse perché furono l’epoca d’oro in cui una certa cultura pop, ormai definitivamente globalizzata, si radicò per poi sedimentarsi in un immaginario collettivo. I grandi divi di quel periodo, alcuni dei quali ancora sulla breccia, sono riusciti, nella musica come in altre forme culturali di massa, a diventare patrimonio condiviso tra più generazioni.
Fu anche un’era di grande fermento per i musical cinematografici. Era l’alba della stagione della videomusica, e i produttori di Hollywood e non solo dimostrarono di credere immensamente nelle potenzialità del genere. Gli anni Settanta erano stati scanditi da fenomeni epocali come Grease e La febbre del sabato sera e da successi di culto come Jesus Christ Superstar, The Rocky Horror Picture Show e Thank God It’s Friday. Il connubio tra musica e cinema sembrava, soprattutto per chi si rivolgeva al pubblico giovanile, un’alleanza indistruttibile. In alcuni frangenti lo fu. Il 1980 fu l’anno di Saranno famosi di Alan Parker e The Blues Brothers di John Landis, arrivarono poi i successi Flashdance e Footloose nel 1984, e Dirty Dancing, campione d’incassi nel 1987. Ma assai più numerosi furono i flop commerciali e gli esperimenti goffi se non imbarazzanti che misero anche in seria crisi il genere nelle decadi successive. Alcuni di questi titoli sono stati rivalutati nel tempo, alcuni sono caduti in un meritato dimenticatoio.







