L’accezione pop – è ben chiaro – ha numerose sfaccettature, ma nelle ultime stagioni la tendenza è l’omologazione ad oltranza. E la globalizzazione – in questo campo – ha fatto danni, sotto gli occhi (e le orecchie) di tutti. Golden Years (chiaro tributo a Bowie…), pseudonimo di Pietro Paroletti, produttore romano classe 1993, in questo ambito si muove da tempo, ma ha saputo costruirsi un percorso originale che gli ha permesso di fondere diversi generi musicali, mantenendo sempre la barra dritta. Pop sì, ma con personalità. Nel carnet delle sue collaborazioni, figurano – tra gli altri – Franco126, Psicologi, Giorgio Poi, Nayt, Mahmood, Joan Thiele, Elodie. Lo scorso anno è arrivato un disco a suo nome, Fuori menù, con 15 collaborazioni di livello. Ora è la volta di Frutta e verdura (Columbia Records/Sony Music) un ep di sei brani che ‘completa’ in qualche modo, il primo album. Beat, campionamenti, aperture strumentali decisamente cinematiche, con un solo pezzo vocale, affidato a Páula, cantante franco-portoghese che compare in Desarrumando.

«Frutta e verdura» si ricollega – al suo album d’esordio – ma in qualche modo se ne distacca anche, nella concezione e nella scelta di essere sostanzialmente un lavoro strumentale. Come è nato il progetto?