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Dopo la svolta annunciata da Donald Trump, secondo cui l'intesa con l'Iran è ormai vicina e a breve verrà firmata, l'attenzione si sposta sulle mosse di Teheran. Il tycoon ha ribadito che potrebbe trattarsi di giorni, forse già nel weekend o lunedì. La sede più probabile al momento resta Ginevra: Axios ha rivelato che quattro aerei da trasporto C-17 statunitensi sono partiti per l'Europa con attrezzature per un possibile viaggio del vicepresidente JD Vance nella città svizzera, in vista della firma del memorandum d'intesa.

Le dichiarazioni dalla Repubblica islamica restano caute, tra aperture e retromarce, in attesa del via libera definitivo dai vertici. L'agenzia Fars, affiliata ai Pasdaran, smorza gli entusiasmi: "Qualsiasi speculazione su una firma in Svizzera o un incontro faccia a faccia non è altro che un malinteso delle proposte e un'illusione americana". Gli iraniani "faranno meglio a darsi una regolata, e in fretta", ha tuonato Trump, affermando che "le condizioni che l'Iran ha fatto trapelare ai media che diffondono fake news non hanno nulla a che fare con quelle concordate".

Il capo della Casa Bianca ha ribadito come Teheran abbia "accettato di non dotarsi mai di armi nucleari" e ha aperto agli alleati europei per il post-conflitto: "Possono essere molto d'aiuto in futuro. Ma non sono stati d'aiuto adesso", ha detto al Corriere della Sera. Invitano all'ottimismo le parole, sui social, del ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, secondo cui il "memorandum di Islamabad non è mai stato così vicino alla conclusione. In attesa della sua finalizzazione, i media sono pregati di non formulare speculazioni sul suo contenuto". Un messaggio ripostato su Truth da Trump, che lo ha definito "molto positivo".