Donald Trump predica ottimismo. L'accordo con l'Iran è vicino, ha spiegato il presidente degli Stati Uniti, ed è «molto probabile» che la firma ci sia già la prossima settimana, prima del suo viaggio in Cina. Ma le certezze, in questa fase, sembrano ancora poche. Lo stesso tycoon ha sottolineato come già in passato avesse avuto sensazioni positive che si sono rivelate inesatte. E nonostante l'ottimismo sul fatto che Teheran voglia un'intesa, Trump ha lanciato un nuovo avvertimento: senza un accordo, l'Iran dovrà aspettarsi bombardamenti «a un livello e con un'intensità molto maggiori» dell'ultima volta.
L'accelerazione di The Donald sul fronte negoziale appare evidente. La guerra in Iran si sta trasformando in una trappola pericolosa, a livello strategico, economico ed elettorale. Il problema però è che i nodi della possibile intesa sono ancora molti e difficili da sciogliere. Secondo il sito Axios, la bozza di memorandum (che poi dovrà essere la base per i negoziati della durata di 30 giorni) prevede la completa liberazione dello Stretto di Hormuz, la fine delle sanzioni all'Iran, lo sblocco dei fondi iraniani congelati e un impegno di Teheran sull'arricchimento dell'uranio. Trump si è spinto anche oltre, dicendo che il combustibile per reattori e armi atomiche sarà trasferito direttamente negli Stati Uniti.











