Si tratta di un fenomeno meteorologico che provoca un periodico riscaldamento delle acque superficiali dell'Oceano di fronte alle coste dell'America Latina. Ma se le acque del Pacifico si surriscaldano troppo, si avranno conseguenze su tutte le correnti. Perciò, anche in Italia potremmo dover fare i conti con mesi caldissimi

Il Servizio Meteorologico degli Stati Uniti Noaa ha annunciato che nel Pacifico tropicale si è sviluppato El Niño, un fenomeno meteorologico che provoca un forte riscaldamento delle acque superficiali dell'Oceano.

Le temperature si alzano, gli eventi estremi aumentano

El Niño è un periodico riscaldamento, da 0,5 a 3 gradi, delle acque superficiali del Pacifico centro meridionale ed orientale, di fronte alle coste dell'America Latina. Si verifica ogni 2-7 anni e dura dai 9 ai 12 mesi. La Noaa prevede che El Niño si intensificherà fino a raggiungere un livello moderato o forte in autunno. Tra gli effetti ci sono inverni caldi e secchi nel Nord degli Stati Uniti e tempeste e neve negli stati meridionali. El Niño prende forma quando i venti alisei si indeboliscono improvvisamente, spingendo di conseguenza l'acqua calda di Asia e Australia verso le coste dell’Ecuador e del Perù, lo spiegano i meteorologici de iLMeteo.it. Quello che succede dopo è un grande rilascio di vapore e calore nell’atmosfera, capace di dispiegare i suoi effetti in tutto il mondo.