Caricamento player

Il National Weather Service (NWS), l’ente governativo statunitense che si occupa di meteorologia, ha da poco aggiornato le proprie previsioni sul ritorno di “El Niño”, segnalando che con molta probabilità inizierà a svilupparsi tra maggio e luglio. Quando si verifica, il fenomeno condiziona il clima di buona parte del pianeta, causando di solito un aumento della temperatura media globale che accentua quello già in corso a causa dell’emissione di gas serra dovuti alle attività umane.

Le previsioni del NWS dicono che c’è l’82 per cento di probabilità che El Niño inizi a manifestarsi entro luglio e che continui poi nel corso dell’inverno boreale (quello nel nostro emisfero). È stato infatti calcolato un 96 per cento di probabilità che i suoi effetti siano misurabili nei primi mesi del prossimo anno, anche se al momento non si possono fare previsioni precise sulla sua durata né sulla sua intensità.

Negli ultimi decenni prevedere con precisione l’inizio di El Niño si è rivelato fondamentale non solo per tenere aggiornati i modelli climatici, ma anche per allertare i paesi che più risentono dell’aumento della temperatura media e per organizzare l’assistenza alla popolazione e alle attività produttive. Le previsioni si basano sugli andamenti precedenti del complesso sistema che porta a El Niño, oltre alla misurazione della temperatura superficiale e dei cambiamenti nell’andamento dei venti.