Ho deciso di chiedere a più intelligenze artificiali se per loro dovessi pubblicare la mail di un lettore. Mi hanno detto di farlo. Così dopo una pausa di riflessione e di preparazione del pesto, l’ho fattoSabato scorso (6 giugno) Una volta ad Alberto Ongaro, lo scrittore della Taverna del doge Loredan, arrivò una lettera molto importante. La nascose in un cassetto senza aprirla. Lo fece, mi raccontò, per godersi la suspense, l’attesa del responso che la lettera conteneva. Non mi ha mai detto come poi andò: se lesse la lettera o no. È una storia dal finale aperto. Alberto scrisse romanzi bellissimi, unici al mondo per fantasia e per suggestione. Per me la lettera sigillata è uno dei suoi romanzi pPer continuare a leggere questo articoloSei già abbonato?Antonio D'OrricoAntonio D’Orrico, vite precedenti: governatore Club di Topolino, erede di Aldo Palazzeschi, cronista (Unità), inviato (Europeo), freelance (Epoca, Gente Viaggi, Vanity Fair), direttore (Leggere), direttore editoriale (Baldini & Castoldi), caporedattore e inviato speciale (Corriere della Sera), autore (Cambiare vita, Momenti di gloria, premio Coni 1991, Come vendere un milione di copie e vivere felici)
L’Ia mi dà consigli di scrittura: «Sfrutta il gancio ironico del Negroni Sbagliato»
Ho deciso di chiedere a più intelligenze artificiali se per loro dovessi pubblicare la mail di un lettore. Mi hanno detto di farlo. Così dopo una pausa di riflessione e di preparazione del pesto, l’ho fatto








