CulturaSegui Domani su Google10 luglio 2026 • 18:25Aggiornato, 16 luglio 2026 • 14:29Trovo in archivio un’operina poco conosciuta di Giorgio Manganelli. Il titolo è strepitoso: Esiste Ascoli Piceno? L’autore ne dubita assai. Gli pare di esserci stato una volta. Interrogo in stile I Ching l’Intelligenza artificiale sulle cose che scrivo. Risponde: «La rubrica ha sempre di più la cadenza di un magnifico, lentissimo, lungo addio». Anche lei tende a imbrodarmi. Comunque tifo per il «lentissimo».Sabato 4 luglio Avevo cominciato a leggere il nuovo, atteso romanzo di Pierre Lemaitre, Le belle promesse (Mondadori), l'ultimo della sua tetralogia balzachiana, e stavo come uno che al circo guarda con il fiato sospeso il trapezista che volteggia senza rete, quando è arrivata una mail. E dal trapezio sono caduto io. Ore 12:02: «La sua “prosopopea” segnalata oggi dalla lettrice Giordani si riconferma nel suo PS “Grazie Maria, perché ormai, dato che tutti parlano bene di me, pensavo che ero mortoAntonio D'OrricoAntonio D’Orrico, vite precedenti: governatore Club di Topolino, erede di Aldo Palazzeschi, cronista (Unità), inviato (Europeo), freelance (Epoca, Gente Viaggi, Vanity Fair), direttore (Leggere), direttore editoriale (Baldini & Castoldi), caporedattore e inviato speciale (Corriere della Sera), autore (Cambiare vita, Momenti di gloria, premio Coni 1991, Come vendere un milione di copie e vivere felici)