Il cantante è tra i 15 destinatari dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip di Catania nell’ambito dell’operazione della guardia di finanza su un traffico di droga aggravato dall'avere favorito due clan mafiosi

C’è anche Vincenzo “Niko” Pandetta, cantante neomelodico catanese di 35 anni e nipote dello storico boss mafioso Salvatore “Turi” Cappello, tra i 15 destinatari di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip di Catania nell’ambito dell’operazione “Abisso”, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia e condotta dalla guardia di finanza. L’inchiesta riguarda un presunto «traffico di sostanze stupefacenti aggravato dall’avere favorito due clan mafiosi», i Cappello-Bonaccorsi del capoluogo etneo e quelli di Santa Panagia di Siracusa.

Secondo l’accusa, Pandetta avrebbe svolto un ruolo di intermediario in alcune operazioni legate al traffico di droga mentre si trovava già detenuto, sfruttando i contatti con un altro recluso per mantenere rapporti con esponenti della cosca siracusana. Tra gli elementi raccolti dagli inquirenti figurano anche alcune videochiamate intercettate tra il cantante e membri del clan Cappello-Bonaccorsi.

Le conversazioni finite agli atti