C'è anche Vincenzo 'Niko' Pandetta, 35 anni, cantante neomelodico, autore tra l'altro dell'album 'Malavita' e nipote dello storico boss catanese Salvatore 'Turi' Cappello, tra i 15 destinatari dell'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip di Catania, su richiesta della locale Dda, nell'ambito dell'operazione 'Abisso' della Guardia di finanza su un traffico di droga aggravato dall'avere favorito due clan mafiosi: i Cappello-Bonaccorsi del capoluogo etneo e quelli di Santa Panagia di Siracusa.

Secondo l'accusa, mentre era in carcere, avrebbe fatto da intermediario in affari di droga, tramite un altro detenuto, con la cosca siracusana. Agli atti dell'inchiesta ci sarebbero videochiamate intercettate tra Pandetta ed esponenti del clan Cappello-Bonaccorsi.Il carico da duemila chili di cocaina perso in mare

In una di queste videochiamate uno degli arrestati, Antonio Vasta, confesserebbe la sua disperazione per l'impossibilità di recuperare, per conto di 'amici' calabresi, un carico di circa 2.000 chilogrammi di cocaina, lasciato in mare davanti alle coste del Catanese, intercettato e recuperato dalla Guardia di finanza. Vasta parla della vicenda con un altro indagato e con Pandetta, che a volte chiama Niko Cappello, lamentando un mancato guadagno di 30 milioni di euro con cui avrebbe sistemato «quattro-cinque famiglie».La condanna definitiva e il video al concerto di Baby Gang