Nell'inchiesta su droga e telefonini nel carcere al Pagliarelli di Palermo oltre al cantante neomelodico Niko Pandetta, nipote dello storico boss catanese Turi Cappello, erano stati arrestati anche alcuni agenti penitenziari che in cambio di soldi avrebbero consentito l'accesso nell'istituto penitenziario di telefonini e droga.

Gli arresti sono scattati lo scorso 23 maggio nel corso dell'indagini condotta dai carabinieri e dagli agenti della polizia penitenziaria.

I sostituti procuratori Daniele Sansone e Antonio Carchietti hanno fatto notificare l'avviso di conclusione delle indagini per 35 dei 48 indagati. Per una decina era stato disposto il giudizio immediato.

L'avviso di conclusioni indagini è stato notificato oltre che per Pandetta, anche ad Alfredo Abbate, Alessio Alario, Francesco Bertolino, Claudio Caruso, Salvatore Castiglione, Denise Cataldo, Francesco Cerniglia, Andrea Gianluca Cintura, Salvatore Paolo Cintura, Eugenio D'Alleo, Giovanna Di Fatta, Salvatore Di Giovanni, Daniele Di Napoli, Alex Di Vita, Marco Ercoleo, Luigi Falzone detto "Alessandro", Orazio Fuselli, Paolo Giacalone, Emanuele Lanza, Antonino Lo Nigro, Nunzio Piccolo, Fabio Machì, Antonino Manzo, Roberto Mendolia, Riccardo Orlando, Salvatore Puleo detto "il nano", Vincenzo Ragusa, Angelo Sciolino, Alessandro Tutone, Roberto Ventimiglia, Deborah Ventimiglia, Vincenzo Vinci, Ivan Zuccarà e Carlo Zammito.