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Ultimo aggiornamento: 20:14
La nuova vita del trapper Niko Pandetta passa per le pendici dell’Aspromonte, nella piana di Gioia Tauro. Il cantante trascorrerà almeno i prossimi tre mesi nella comunità di recupero Lavoltabuona di Cittanova, piccolo borgo in provincia di Reggio Calabria. A deciderlo sono stati i giudici del tribunale di Sorveglianza di Cagliari disponendo per lui una misura alternativa alla detenzione in carcere. Pandetta, che è nipote del capomafia catanese Salvatore Cappello e a cui ha dedicato uno dei suoi primi brani, da metà ottobre del 2022 si trovava dietro le sbarre dopo una condanna definitiva a 4 anni e nove mesi per spaccio di droga, nell’ambito dell’inchiesta Double Track della procura di Catania. L’uscita dalla casa circondariale di Uta, in Sardegna, è stata immortalata con l’immancabile video pubblicato sui canali social del cantante. Ad attenderlo c’era un amico con il quale Pandetta si è allontanato a bordo di un lussuoso fuoristrada nero. Come disposto dal tribunale entro 24 ore si sarebbe dovuto presentare a Cittanova, per entrare ufficialmente nella comunità di padre Antonio Cannata.
Il sacerdote 70enne, insieme a operatori e psicologici, si occuperà per i prossimi tre mesi del controverso cantante nell’ambito di un percorso terapeutico-residenziale legato alla dipendenza da stupefacenti da parte del trapper. L’affidamento in comunità – che superato il periodo di prova potrà essere ulteriormente allungato – è stato reso possibile, come emerge dai documenti, dal fatto che la pena residua da scontare per Pandetta è inferiore a 4 anni. Determinante è stata anche l’inefficacia delle cure ambulatoriali praticate in carcere fino a ora. Ecco perché l’assistenza di don Cannata e dei suoi operatori è ritenuta come l’unica praticabile per la riabilitazione. All’interno della comunità, fondata nel 2019 all’interno della diocesi di Oppido Mamertina-Palmi, il cantante non è l’unico a dovere affrontare percorsi di recupero o a dovere scontare misure alternative alla carcerazione. Tra gli ospiti ci sono già anche altri condannati della provincia di Catania e nuovi ingressi potrebbero aggiungersi nelle prossime settimane.







