E'"un artista" che, aldilà della sua "immagine esteriore", è "niente più che un giovane italiano di seconda generazione afflitto da patologiche dipendenze da sostanze, e che sta cercando, in ogni modo, di emergere dal contesto economico e sociale profondamente degradato e disagiato al quale è stato, sin da giovanissimo, esposto e del quale è divenuto, suo malgrado, narratore".

Così nella sua istanza l'avvocato Niccolò Vecchioni ha descritto il trapper Baby Gang, 24 anni, all'anagrafe Zaccaria Mouhib, ormai da anni protagonista delle cronache giudiziarie ma anche ai vertici delle classifiche di streaming, con quasi 3 milioni di follower e collaborazioni importanti con rapper di peso.

E quella richiesta del legale oggi è stata accolta dalla gip di Milano Fiammetta Modica, che lo ha scarcerato dopo che quasi un mese fa era stato arrestato per detenzione di una pistola clandestina.

E ha disposto per lui i domiciliari, con braccialetto elettronico, in una comunità terapeutica, nel Milanese, per un percorso di "disintossicazione".

Il noto trapper, l'11 settembre, era finito in carcere ancora una volta dopo che i carabinieri, in un'inchiesta più ampia della Procura di Lecco, avevano trovato in una camera d'albergo a Milano, dove dormiva dopo essersi esibito al concerto di Emis Killa, una semiautomatica con matricola abrasa dentro un porta tovaglioli. Nel frattempo, a Calolziocorte, nel Lecchese, a casa sua erano state recuperate altre due pistole.