È il primo effetto dell’ingresso del partito di Roberto Vannacci nei consigli comunali: dentro la destra-destra e fuori i moderati. Così a Brindisi dove la fuga degli scontenti del centrodestra targato Fratelli d’Italia e Forza Italia – in quattro hanno ingrossato le fila di Futuro Nazionale – ha già prodotto un ricasco interno: la fuoriuscita del consigliere Maurizio Colella, in quota Casa dei Moderati, perché – per bocca del segretario provinciale Claudio Niccoli e dell’omologo cittadino Valentino Mele - "la collocazione della Casa dei Moderati è quella di un’area moderata e centrista. Si tratta – aggiungono – di una scelta dettata da differenze culturali e politiche che rendono incompatibili eventuali alleanze".
In Puglia, secondo i dati di Futuro Nazionale, il partito di Vannacci conterebbe 10mila adesioni. E il quadro politico di Brindisi è già un caso. I consiglieri di stretta osservanza vannacciana costituiscono ora il primo gruppo della maggioranza di Giuseppe Marchionna: sindaco dal passato socialista, in prima fila per l’accoglienza dei migranti albanesi in fuga dall’implosione del comunismo – correva il 7 marzo ’91 – e rieletto trent’anni dopo in una maggioranza di centrodestra, dove in quattro giurano ora fedeltà al partito promotore della remigrazione.










