Nelle carceri italiane si consuma ogni giorno una realtà terribile. Celle piene e sudicie, carenza di personale, detenuti abbandonati a loro stessi e privati di ogni dignità umana. Con l’estate la situazione è destinata a peggiorare. La carceri italiane sono diventate dei manicomi. Lo racconta a Fanpage.it Rita Bernardini, presidente di Nessuno Tocchi Caino.
L'emergenza carceri in Italia è una crisi nota. Denunciata da anni, documentata da numeri, rapporti e associazioni. Ma che continua a essere stabilmente ignorata. Il sovraffollamento nazionale è al 139%, con picchi del 200% in alcuni Regioni, ad esempio nel Lazio. Dietro le mura degli istituti penitenziari si consuma ogni giorno una realtà terribile: celle piene sopra ogni limite, ben al di sotto delle condizioni minime di vivibilità, carenza di personale e servizi insufficienti, che privano chi le abita di ogni dignità umana.
Con l'estate alle porte e il caldo torrido, la situazione è destinata ad aggravarsi ulteriormente. In molti istituti penitenziari i detenuti sono lasciati a sé stessi, costretti a trascorrere settimane in ambienti soffocanti, in condizioni che mettono a dura prova la salute fisica e mentale delle persone. Nell'indifferenza generale, le carceri italiane sono diventate dei manicomi. I numeri della detenzione: come le carceri italiane sono diventate dei manicomi Le statistiche offrono una prima diapositiva. Prendiamo l'ultimo rapporto di Antigone: quest'anno si contano 64.436 persone detenute nelle nostre carceri, in crescita rispetto all'anno scorso. Di queste, circa 2.800 sono donne. Nelle visite condotte dall'associazione in un centinaio di istituti penitenziari è emerso che il 46,5% dei detenuti fa uso di sedativi o ipnotici. In pratica la metà dei presenti deve ricorrere a terapie per il sonno e l'ansia.










