| 12 Giugno 2026 13:03 |

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(Adnkronos) – Avrebbero incassato il denaro consegnato dagli automobilisti al casello autostradale dell’A20 Palermo-Messina sostituendo il biglietto originale con uno di importo molto inferiore, trattenendo così la differenza. Ecco, il raggiro scoperto dalla procura di Termini Imerese (Palermo) alla base dell’inchiesta che ha portato alla sospensione dal servizio di cinque dipendenti del Consorzio autostrade siciliane e di un dipendente di una società privata che si occupa della manutenzione degli impianti di esazione.

Una tecnica precisa, studiata a tavolino, che ha permesso ai dipendenti di guadagnare decine di migliaia di euro in poco tempo. Da quanto è emerso, i tecnici esattori ritiravano il biglietto del pedaggio e il denaro contante di volta in volta consegnato dall’utente a titolo di pagamento, ma non inserivano il tagliando regolare nel ‘ricevitore di pista’, ossia del macchinario deputato alla registrazione e contabilizzazione del denaro, bensì un diverso biglietto, messo da parte precedentemente, che indicava un importo di gran lunga inferiore (90 centesimi) a quello effettivamente dovuto. In questo modo riuscivano a impossessarsi della differenza.