La giudice per le indagini preliminari di Termini Imerese, in provincia di Palermo, ha sospeso per sei mesi cinque addetti del Consorzio per le autostrade della Sicilia sospettati di aver sottratto grosse quantità di denaro dai pedaggi autostradali che dovevano incassare in contanti. Le indagini erano partite da una segnalazione dello stesso consorzio, che aveva riscontrato degli ammanchi. Secondo le ricostruzioni della procura i casellanti avevano trovato il modo di far figurare nei sistemi informatici che il pedaggio da riscuotere fosse inferiore rispetto a quello effettivamente dovuto: in questo modo avrebbero poi intascato la differenza in maniera indebita. Il reato contestato dalla procura è quello di peculato.

Oltre a loro è indagato per peculato un tecnico di una ditta esterna incaricato della manutenzione dei sistemi informatici per la riscossione dei pagamenti, sospettato di aver facilitato i furti. Anche per lui è stato disposto il divieto di esercitare la professione, come misura cautelare, sempre per sei mesi.

Complessivamente la procura di Termini Imerese ha contestato alle sei persone coinvolte quasi 300 operazioni irregolari, a volte di pochi euro e a volte di centinaia. Non si sa esattamente a quanto ammonti il totale: secondo quanto riferito da Repubblica, nel giro di un anno e mezzo avrebbero rubato oltre un milione di euro. Anche le procure di Messina e Catania stanno indagando su ammanchi simili riscontrati nei territori di competenza.