Con vivo piacere e interesse ho letto l’articolo dell’antico amico e compagno Enzo Augusto, pubblicato un paio di giorni fa, nel quale si manifestano dubbi e incertezze circa l’appartenenza al mondo comunista del giovane Michele Emiliano.
Effettivamente si contesta ad Emiliano di non essere mai stato un militante del PCI. Faccio ricorso quindi ai miei ricordi personali di militante e dirigente della FGCI (giovani comunisti) e del PCI di quegli anni, oltre che di frequentatore quotidiano di Emiliano. Correva l’anno 1984. Quell’anno, per noi comunisti baresi, fu funestato da due tragici eventi: l’incidente stradale in cui persero la vita Pino Gadaleta e Giusi Del Mugnaio, all’epoca compagna di D’Alema e la morte di Enrico Berlinguer.
L’agonia di Berlinguer, successiva all’ictus che lo aveva colpito sul palco di Padova, fu vissuta da noi comunisti con ansia e dolore. Il passaggio quotidiano dalla Federazione provinciale del PCI, in via Trevisani, dove raccogliere le informazioni (che erano poi quelle diffuse dalla TV) sulla salute di Berlinguer, in quei giorni, fu una costante e quasi un obbligo morale per tutti noi. Spesso in quei giorni Michele veniva con me e alla notizia della morte, insieme a Vincenzo Sassanelli, andammo a prendere in auto il segretario provinciale Mario Santostasi. Nel breve tragitto da casa Santostasi alla Federazione, Mario ci parlò dei funerali di Togliatti e, pensando al calore e all’attenzione degli italiani in quei giorni della malattia di Berlinguer, ci disse che questa volta avrebbe partecipato alla cerimonia funebre il popolo italiano e non soltanto il popolo comunista come era accaduto per Togliatti. Il giorno dopo su uno dei tanti pulmann messi a disposizione dal partito salì anche Emiliano per recarsi ai funerali di Berlinguer. Facemmo parte di quella folla immensa, piangemmo insieme a migliaia e migliaia di donne e uomini, commentammo le lacrime di Pertini, addirittura vedemmo sul balcone di Botteghe Oscure il Segretario del PCUS, Gorbaciov. Durante il viaggio di ritorno a casa, Emiliano senza essere sollecitato da me, mi disse che avrebbe voluto iscriversi al PCI. Detto e fatto: il giorno dopo lo accompagnai alla sezione Bari Centro Filippo D’Agostino del PCI, in Via De Rossi a Bari da Franco Neglia, allora segretario della sezione che con grande soddisfazione sottoscrisse e consegnò ad Emiliano la tessera 1984 del PCI. Eravamo orgogliosi entrambi, Franco ed io, di aver tesserato il giovane ed esuberante Emiliano. Penso che senza quello slancio che lo portò ad essere un iscritto del PCI e senza la successiva esperienza siciliana in magistratura di PM antimafia, Emiliano non sarebbe diventato Sindaco di Bari e poi Presidente della Regione Puglia. I mesi successivi all’ingresso nel Pci trascorsero velocemente per Michele che preparò nella villa di Rosa Marina, il concorso per diventare magistrato che superò immediatamente.






