Delle nomine di Michele Emiliano, abituato a piazzare i suoi fedelissimi tra partecipate e agenzie regionali (molti dei quali finiti nei guai giudiziari perla gestione del potere tra tangenti e scambio elettorale), quasi non ci scandalizziamo più, essendo state il tratto caratterizzante del suo mandato per la gestione. Ma a quest’ultima trovata del cacicco del Tavoliere non ci aveva ancora pensato nessuno: nominare se stesso. E così allo scadere del suo doppio mandato, in attesa di candidarsi consigliere nelle liste del Pd, si è autoproclamato nel Consiglio d’indirizzo della Fondazione lirico-sinfonica Petruzzelli e Teatri di Bari. Nomina su cui l’autorità anticorruzione ha aperto un’istruttoria su segnalazione del Ministero della Cultura.

Emiliano ha preso il posto di Michele Bollettieri, esperto di musica e consigliere di lungo corso nella Fondazione. Al consiglio della Fondazione spettano penetranti poteri di governo e controllo dell’istituzione, nonché tutti i poteri di nomina e revoca delle figure apicali, di approvazione dei bilanci e di redazione e modifica dello statuto e dei regolamenti. Alla Regione Puglia tocca la nomina di un membro, al pari degli altri soci fondatori: Comune di Bari, Città Metropolitana, e Ministero della Cultura.