Tredici anni di reclusione e 10mila euro di multa per la tentata estorsione ai danni dell’imprenditore di San Pancrazio vincitore di un appalto stradale. Questa la decisione del tribunale di Brindisi (collegio presieduto da Stefania De Angelis, con a latere i giudici Anna Guidone e Adriano Zullo), che ha condannato Tobia Parisi, riconducibile al clan dei mesagnesi della Sacra corona unita. Disposti l’interdizione perpetua dai pubblici uffici e, dopo l’espiazione della pena, tre anni di libertà vigilata. Le motivazioni saranno depositate entro 90 giorni. La pm antimafia Carmen Ruggiero aveva chiesto 18 anni e 6 mesi.
L’indagine nasce dall’operazione della squadra mobile di Brindisi, che nell’autunno 2024 ricostruì una presunta richiesta estorsiva da 200 mila euro. L’11 ottobre furono arrestati Parisi, Lucio Annis, Francesco Sisto - già condannati per associazione mafiosa - e Salvatore Esposito, ritenuto mediatore. Il 7 novembre scattarono i fermi anche per Andrea Cava e Massimo Magli. Quest’ultimo, intercettato la mattina del primo blitz, disse: «L’estorsione stavamo facendo a uno, di 200mila euro».
Gli altri imputati scelsero il rito abbreviato, con condanne per un totale di 58 anni (aggravante mafiosa esclusa per Esposito, Cava e Magli). Parisi, invece, optò per il rito ordinario, sostenendo di vantare un credito di gioco nei confronti dell’imprenditore.











