Per ore dopo il rogo di Crans-Montana le vittime sono rimaste a terra fuori dal locale
La Procura del Canton Vallese apre un nuovo filone d’indagine sulla strage di Crans-Montana per i ritardi nei soccorsi. “Gravi carenze nella gestione e pochi mezzi per assistere i feriti”, è la denuncia dell’avvocato Fabrizio Ventimiglia a Fanpage.it.
La Procura del Canton Vallese aprirà un nuovo fascicolo d'indagine sulla tragedia di Crans-Montana, accanto a quello che conta già 13 indagati. Il nuovo filone giudiziario è volto ad accertare le responsabilità del Cantone in relazione ai presunti ritardi nei soccorsi la notte di Capodanno, quando sono morte 41 persone a seguito dell'incendio scoppiato nel seminterrato del bar Le Constellation. L'avvocato: "Bene indagine, mezzi di soccorso insufficienti" "I video che abbiamo visionato ieri [28 aprile 2026 n.d.r.] mostrano e testimoniano che non c'erano le ambulanze, se non 2 o 3, che non c'erano barelle e non c'erano le bombole d'ossigeno. Una località sciistica che a Capodanno ospita decine di migliaia di turisti non puoi non avere una scorta adeguata e tempestivamente disponibile. È come una nave da crociera che parte senza un numero sufficiente di scialuppe di salvataggio". A parlare a Fanpage.it è l'avvocato Fabrizio Ventimiglia, legale della 16enne Sofia. Con il suo studio Ventimiglia ha presentato alla Procura di Sion l'istanza con la quale mette in luce le criticità dei soccorsi intervenuti quella notte.






