Il club rossoblù, archiviata la salvezza in Serie D, è chiamato a definire l'assetto societario e la guida tecnica. Obiettivo: trasformare la resistenza in un progetto di rilancio

La Vibonese chiude la parentesi del campionato di Serie D, ma la vera sfida per il sodalizio rossoblù inizia solo ora. Dopo una stagione vissuta all’insegna della resistenza piuttosto che dell’entusiasmo, il club non può limitarsi alla gestione dell’esistente o alla semplice caccia ai nomi di mercato. La domanda che aleggia intorno al futuro della squadra va ben oltre il rettangolo verde: quale Vibonese nascerà nei prossimi mesi? La salvezza ha scongiurato l’epilogo peggiore, ma non ha cancellato le criticità di un’annata complessa. Il finale di stagione ha restituito dignità a un ambiente ferito, con Danilo Fanello capace di rimettere ordine in una squadra che sembrava scivolata nel disincanto, ma adesso il tecnico, se sarà confermato, avrà bisogno di certezze tangibili.

La necessità di una programmazione solida

Non bastano più le corse affannose, i cambi repentini in panchina e le soluzioni d’emergenza che hanno caratterizzato il recente passato. Il club necessita di una linea chiara e precisa, partendo proprio dal nodo societario. Le riflessioni su quote, nuovi assetti e prospettive interne rappresentano la vera partita da giocare. La Vibonese si trova a un bivio: accontentarsi di galleggiare o provare a costruire un progetto credibile, sostenibile e riconoscibile. Il “Luigi Razza” ha bisogno di una squadra che sappia riaccendere l’appartenenza, ma anche di una dirigenza in grado di comunicare attraverso la solidità dei fatti, evitando le ambiguità che hanno minato la fiducia della piazza.