I festeggiamenti per aver mantenuto la categoria sono già sbiaditi, lasciando spazio a una realtà societaria che impone scelte immediate e senza appello. La Vibonese ha evitato il baratro, conservando la Serie D al termine di una stagione tormentata, ma lo spegnimento dei riflettori sul rettangolo di gioco ha riacceso i fari sulla crisi gestionale. Per il club rossoblù si apre adesso la partita più delicata, quella legata alla sopravvivenza stessa del titolo sportivo e alla programmazione del prossimo campionato, un percorso che appare tuttavia bloccato da una matassa burocratica ed economica ancora da sbrogliare.

Lo stallo delle quote e il paradosso della presidenza

Il vero ostacolo alla rinascita del calcio a Vibo Valentia ha un nome e un cognome ben precisi: Fernando Cammarata. Ad oggi, l’imprenditore risulta ancora a tutti gli effetti presidente del sodalizio e, fattore ben più vincolante, detentore del 60% delle quote societarie. Nonostante i proclami e le reiterate manifestazioni d’intento, allo stato attuale non si registra alcun passaggio formale della proprietà, né esiste un atto ufficiale che certifichi l’agognato addio definitivo. A complicare lo scenario si aggiungono le indiscrezioni secondo cui Cammarata punterebbe addirittura a monetizzare la cessione del suo pacchetto azionario, un’ipotesi che, se confermata, avrebbe del clamoroso a fronte di un’esperienza gestionale considerata fallimentare dalla piazza.