L’anima di un club nato e forgiato con le battaglie operaie e antifasciste, negli annali per la leggendaria prima Coppa Italia. La squadra adesso ritrova il calcio pro, a un livello da cui mancava dal 1948. E che merita di conservare per blasone

L'esultanza del Vado promosso in Serie C

Vado Ligure – C Siamo, come da titolo della storica trasmissione Rai sulla terza divisione del calcio che spopolava soprattutto negli anni Novanta. C Vado, hanno scritto i giocatori per festeggiare l’impresa completata domenica. Ora sì: C’è, il Vado, di nuovo fra i pro, 78 anni dopo. E a 104 dalla leggendaria Coppa Italia delle origini. E a 113 dall’inizio di questa nobile epopea di calcio operaio, dalle prime pagine di questo libro che non è solo pallone, altrimenti non sarebbero Vado Ligure e la sua squadra, il Vado Football Club 1913.

In principio - ne serviranno anche per il futuro affascinante che adesso si apre con la vittoria del campionato di D - Forza e Coraggio: l’associazione multidisciplinare che all’alba del Novecento organizzava corse podistiche e rally in bicicletta e con la quale si comincia pure a giocare al pallone. La palla rotola sul piazzale della stazione ferroviaria della cittadina. Intorno, la prepotente industrializzazione sottrae spazi agli scaletti dei pescatori e agli orti dei contadini, nasce quella che sarà chiamata pure la “piccola Stalingrado”, per le lotte della sua gente ma anche per i bombardamenti che soffrì nella Seconda Guerra Mondiale. Serve ricordarlo, anche in queste righe che dicono perlopiù di calcio, perché altrimenti non s’intenderebbe quel che - più o meno profondamente al giorno d’oggi - è sempre nell’animo vadese: mugugni e sorrisi, c’è chi dice a volte anche più che in altra Liguria (pur ammettendo: di tanti nostri posti lo diciamo...), orgoglio e indipendenza (anche dal vicino più grande, amico-nemico sportivamente e non: Savona, che nel calcio sta cercando la faticosa risalita), senso della lotta. Che è nelle radici e nelle vene del posto, dai Liguri Sabazi, parte della fiera stirpe ligure che oppose strenua resistenza all’Impero romano, alla Resistenza partigiana. Era Vado la Rossa nel 1922, anno della Marcia su Roma e dell’inoculazione del nero veleno fascista nelle stanze del potere, nonché anno dell’impresa di Coppa, la prima della storia del calcio italiano, diventata, sebbene il Fascio la fece fondere, per sempre Rossa e Blu.