I rossoblù del vulcanico presidente Franco Tarabotto centrano una storica promozione tra i grandi

Vado – Il Vado Football Club 1913 riscrive la propria storia. Con la vittoria decisiva sul campo del NovaRomentin per 5-0, il club rossoblù ha conquistato matematicamente il Girone A di Serie D, centrando il ritorno in Serie C.

Si tratta di un traguardo leggendario per la società savonese, che mancava dal calcio professionistico dalla stagione 1946-47. Per Vado Ligure e per i tifosi allo stadio "Ferruccio Chittolina" si chiude un'attesa durata 78 anni, trascorsi tra campionati regionali e interregionali.

Il Vado non è un club qualunque: è la società che vinse la prima storica edizione della Coppa Italia nel 1922, battendo l'Udinese in finale grazie alla rete di Felice Levratto. Dopo decenni di calcio dilettantistico, il ritorno in Serie C riposiziona questa nobile del calcio italiano su un palcoscenico consono al suo blasone.

Il percorso verso la promozione in C non è stato una marcia trionfale, ma un intreccio di scelte coraggiose e momenti di tensione. Il punto di svolta più clamoroso è arrivato nel cuore dell'inverno, quando la società ha deciso di scuotere l'ambiente con una mossa che ha lasciato sbalorditi addetti ai lavori e tifosi. Nonostante il primato in classifica, la dirigenza ha infatti sollevato dall'incarico il tecnico Giorgio Roselli, protagonista di un avvio di campionato estremamente solido e concreto. La scelta di esonerare un allenatore primo in graduatoria ha rappresentato una scommessa rischiosa, dettata dalla volontà di cambiare filosofia di gioco e dare una nuova impronta tattica alla squadra.