L’idea della pubblicità nei videogiochi torna a far discutere. A riaccendere il dibattito è stato Matthew Ball, Chief Strategy Officer di Xbox, che durante una recente intervista ha affrontato il tema dell’aumento dei costi nell’industria videoludica e delle possibili soluzioni per mantenere accessibili prodotti e servizi ai giocatori. Secondo il dirigente, il settore si trova di fronte a una situazione complessa. Da un lato, lo sviluppo dei videogiochi richiede investimenti sempre più elevati; dall’altro, gli utenti accettano con difficoltà continui aumenti di prezzo per console, software, abbonamenti e microtransazioni. E così si stanno valutando modelli alternativi che però non snaturino l'esperienza.La posizione di Matthew BallInizialmente alcune dichiarazioni di Ball concesse a The Game Business erano state interpretate come un’apertura all’introduzione di inserzioni pubblicitarie direttamente all’interno dei videogiochi nel corso del gameplay. Qualcosa che ha sollevato non poche preoccupazioni, visto che si sarebbe trattato di un elemento di grande disturbo, quasi a staccare dall'immersione nei mondi e nelle storie virtuali. Tuttavia, il dirigente è successivamente intervenuto per chiarire la propria posizione. Ha spiegato che il riferimento non riguardava necessariamente la presenza di annunci durante il gioco, bensì la possibilità di proporre formule supportate dalla pubblicità come alternativa più economica rispetto alle esperienze tradizionali prive di annunci. Il modello preso come esempio è quello già adottato da numerose piattaforme di streaming video, che offrono abbonamenti a prezzo ridotto in cambio della visualizzazione di pubblicità. Non si è scesi nello specifico, ma è ipotizzabile il riferimento a annunci in modo non troppo invasivo magari nei menu oppure con spot al momento della prima apertura dei giochi.Un'alternativa all'esperienza ad-freeL’obiettivo dichiarato sarebbe quindi ampliare l’accessibilità ai servizi Xbox, consentendo a un numero maggiore di persone di entrare nell’ecosistema senza dover sostenere costi elevati. Allo stesso tempo, eventuali ricavi aggiuntivi potrebbero contribuire a finanziare nuovi progetti e supportare il lavoro degli studi di sviluppo. Questa nuova possibilità rimarrebbe un'alternativa che avrebbe una sua vita parallela a quanto visto finora con videogiochi a prezzo pieno (ormai, sempre più alto) con un'esperienza del tutto ad-free, senza pubblicità. Non resta che attendere sviluppi e possibili ufficializzazioni, ma al momento è ancora tutto nel mondo delle possibilità.
Xbox considera l'idea delle pubblicità nei videogame
Non direttamente durante il gameplay, ma più una formula stile Netflix











