Dalle piantagioni tropicali di banane alle nostre campagne stagionali, la lotta allo sfruttamento dei più piccoli si combatte anche al supermercato. Ecco come riconoscere le filiere che difendono i diritti dell'infanzia

Una tavoletta di cioccolato per gratificarsi dopo una giornata intensa, un caffè al volo la mattina per ricaricare le pile, o una pasta al pomodoro veloce per la cena dei bambini. Gesti normali, rassicuranti, che fanno parte della nostra routine. Eppure, troppo spesso dietro ai packaging colorati che riempiono gli scaffali del supermercato, si nasconde un filo invisibile che unisce le nostre cucine alla vita di milioni di bambini nel mondo. Per questo, in occasione della Giornata mondiale contro il lavoro minorile, anche fare la spesa può diventare qualcosa di più di una semplice azione quotidiana.

Giornata contro il lavoro minorile: più attenzione al supermercato

Quel gesto semplice e quotidiano può trasformarsi, infatti, in un piccolo e potentissimo superpotere per proteggere i più piccoli, semplicemente imparando a guardare i prodotti con occhi diversi, senza sensi di colpa, ma con maggiore consapevolezza. Per farlo, però, è necessario guardare con più attenzione le etichette, o per meglio dire i “passaporti” dei molti dei cibi che consideriamo “di casa”. Spesso, purtroppo, non lo sono affatto, ma in realtà affrontano viaggi lunghissimi.