Secondo un rapporto del think tank Ecco, gli oneri di sistema pesano in modo sproporzionato sulle bollette della luce. E a luglio l'Ue proporrà un piano ad hoc per riequilibrare le trattenute fiscali

Lo shock sui flussi di petrolio e gas innescato dalla guerra in Medio Oriente ha spinto l’Europa a premere l’acceleratore sulla transizione verso un’economia basata su rinnovabili e nucleare. Ma c’è un paradosso, rimasto finora fuori dal dibattito pubblico, che contribuisce a frenare questo processo: l’elettricità, cioè il vettore energetico su cui l’Europa punta per sostituire i combustibili fossili, in Italia è tassata molto più del gas. Fino a quattro volte in più per le famiglie e fino a venti volte in più per le imprese. A mettere in luce la contraddizione è uno studio del think tank Ecco, presentato a Bruxelles durante la European Sustainable Energy Week. Il cortocircuito è piuttosto evidente: da un lato si chiede a cittadini e imprese di elettrificare i propri consumi, dall’altro si mantiene un sistema fiscale che rende questa scelta meno conveniente sul piano economico più immediato.

Quanto pesano le tasse sulle bollette della luce e del gas

Nel 2024, il costo medio dell’elettricità per i consumatori italiani è stato di circa 31 centesimi per kilowattora. Quello del gas si è fermato attorno ai 10 centesimi per kilowattora. Già qui il divario è evidente, ma è quando si entra nella composizione della bolletta che lo squilibrio diventa ancora più paradossale. Nel caso dell’elettricità, il 49% del prezzo finale è rappresentato dal costo della materia prima, il 16% dai servizi di rete e il restante 35% da componenti fiscali, oneri e costi legati al sistema ETS. Per il gas, invece, il 50% è attribuibile alla materia prima, il 22% ai servizi di rete e il 28% a fiscalità e oneri.