Tasse e oneri stanno rallentando la transizione energetica in Italia. La questione emerge in tutta chiarezza dall’ultima indagine realizzata dal think tank per il clima Ecco, intitolata non a caso “L’elettrificazione interrotta”. In oltre cinquanta pagine ricche di dati, grafici e tabelle viene evidenziato un drammatico paradosso strutturale presente nel sistema fiscale italiano: l’elettricità è fortemente penalizzata rispetto ai combustibili fossili quali gas, diesel e benzina a causa di una sproporzione nell’applicazione di tasse, accise e oneri di sistema. Si tratta di un’impostazione che rallenta la transizione energetica e frena i vantaggi economici per famiglie e imprese che investono in tecnologie efficienti come pompe di calore e veicoli elettrici.
Ecco qualche dettaglio che emerge dallo studio: nel settore domestico, i consumatori pagano sull’elettricità un carico fiscale e di oneri circa quattro volte superiore rispetto al gas. Per Pmi e le attività commerciali il divario supera anche le venti volte, mentre nei trasporti l’energia elettrica utilizzata per la ricarica pubblica è tassata circa due volte e mezzo più della benzina. Secondo il rapporto, lo squilibrio tra elettricità, gas e carburanti non deriva dal costo dell’energia ma da una stratificazione di imposte, oneri di sistema, meccanismi di finanziamento della transizione e costi ambientali accumulatisi nel tempo senza essere aggiornati rispetto agli obiettivi della politica energetica. Il risultato è appunto paradossale: il vettore energetico, più efficiente e pulito, sul quale si concentra la strategia di decarbonizzazione del Paese è anche quello che sostiene la quota maggiore dei costi della transizione. Al contrario, gas, diesel e benzina contribuiscono in misura molto più limitata al finanziamento delle stesse politiche.








