Con gli spari dei fucilieri, migliaia di persone, stamattina, hanno preso parte alla lunga processione, che si è snodata lungo gli antichi tratturi, per accompagnare il simulacro di Sant'Antonio di Padova (Sant'Antoni 'e su monte), nel santuario sulla montagna, attorniato da un immenso bosco.
È stato l'inizio di tre giornate intense di tradizione e di fede, che coinvolgono tutti indistintamente, che si svolgono prevalentemente tra oggi e domenica, con in mezzo la grande festa religiosa del 13 giugno, che richiama migliaia di fedeli da tutta l'isola.
La processione, come da tradizione ormai ultrasecolare, è partita dalla chiesa parrocchiale di San Pantaleo, percorrendo circa 13 chilometri, seguendo un tragitto cosiddetto "Intro 'e monte". La sagra del monte è una manifestazione religiosa e culturale di grande importanza, che attira migliaia di fedeli e visitatori.
È però domani che la festa assume una particolare solennità. Alle ore 10,30 è prevista la celebrazione della messa solenne presieduta dal vescovo Mauro Maria Morfino, dal parroco, padre Andrea Rossi, i vice, don Marco Saurra e altri sacerdoti della zona. La messa sarà accompagnata dai canti tradizionale del coro Città di Macomer, diretto da Enrico Pilo. L'organizzazione delle manifestazioni sul monte, coordinate dalla società di Sant'Antonio di Padova, quest'anno sono affidate ai Fedales, nati nel 1982. «Stiamo vivendo giornate di grande partecipazione», dice la presidente, Tiziana Atzori, «dando un grande contributo di fede, ma impegnati soprattutto nell'attività culturale e tradizionale che questa sagra offre».










