di
Francesca Angeleri
Intervista all'avvocata specializzata in diritto anti discriminatorio: «Da adolescente avevo una piccola band di soli ragazzi di cui ero la leader. Uno stalker mi minacciò di morte»
Cathy La Torre, il 2 giugno — preceduto da un tour teatrale — è uscito il suo libro (Rizzoli) Tutte le volte che le donne. Sottotitolo: Hanno inventato qualcosa ma il merito se l’è preso un uomo. È accaduto a tante?«Tantissime. Sono diventata una cantastorie: ho unito la mie passioni per il diritto e la storia per raccontare esistenze dimenticate. Cinque anni fa andai a una mostra in cui i dipinti erano stati fatti da donne costrette a usare uno pseudonimo maschile. Lo dissi a Michela (Murgia, ndr ) che mi raccontò di Eleonora d’Arborea e della Carta de Logu. Facendo ricerca, compresi che la Storia è piena di donne straordinarie cancellate o defraudate delle loro scoperte da uomini. Le mie preferite sono quelle che hanno detto no o sì per prime: dietro quella prima volta c’è una fatica enorme. Il libro contiene le mie 40 “Morgane sconosciute”».
Qualcuna?«Alice Augusta Ball scopre, nel 1915 a 24 anni, la cura contro la lebbra. Muore poco dopo e della scoperta si appropria il rettore dell’università.Solo 50 anni più tardi, grazie a un compagno di corso, si scopre la verità. Balella, Gabriella Degli Esposti, partigiana torturata mentre era incinta del terzo figlio: le cavarono gli occhi e squarciarono il ventre. Rosanna Oliva, grazie alla quale ogni donna in Italia può partecipare a un concorso pubblico. Ci sono anche le donne che hanno inventato la lavastoviglie, il tergicristallo, i sacchetti di carta, la linea di mezzeria...».









