Si è tenuto ieri presso Palazzo Wedekind a Roma il convegno internazionale ’A Prova di Terremoto’. L’evento, promosso da Ciip insieme al Comitato italiano one water, al Bim Tronto, alla Fondazione Earth and Water Agenda (Ewa) e al commissario straordinario ricostruzione sisma 2016, ha celebrato la presentazione ufficiale dell’Anello Acquedottistico dei Sibillini, il primo acquedotto antisismico d’Europa. Questa infrastruttura all’avanguardia riprogetta la rete idrica di Ascoli, Fermo e Macerata interconnettendo i sistemi e prevedendo svariate forme di captazione. Rappresenta una risposta concreta alla crisi idrica del territorio, aggravata dal terremoto del 2016. Al centro del dibattito, che ha visto un ampio confronto istituzionale, spiccano le dichiarazioni dei protagonisti del progetto. "Si tratta di un progetto innovativo sviluppato per rispondere a un’esigenza specifica: dotare un’area sismica di un’infrastruttura strategica che garantisca la continuità dell’approvvigionamento idrico anche in caso di eventi estremi" ha sottolineato Guido Castelli, commissario straordinario del Governo per la Ricostruzione Sisma 2016.

Sulla stessa linea il presidente di Ciip, Marco Perosa (foto), che ha evidenziato l’importanza strategica dell’opera per una gestione equilibrata ed efficiente delle risorse : "L’acqua va governata attraverso conoscenza, dati e programmazione: solo così si supera la logica dell’emergenza generando un servizio moderno e affidabile". Perosa ha spiegato che l’Anello è il frutto di una visione di lungo periodo che prende forma per affrontare le sfide future e tutelare la comunità. Durante i lavori sono intervenuti anche esperti del settore, presentando i dettagli tecnici dei sistemi di Capodacqua e del Pescara, e tracciando i futuri scenari di digitalizzazione e monitoraggio idrico intelligente. "La sicurezza idrica del Paese non si costruisce solo progettando reti più forti, ma riconoscendo che le reti cominciano dai territori, che la resilienza degli acquedotti dipende anche dalla cura dei bacini, e che la prevenzione del dissesto passa dalla gestione viva della montagna" ha detto il presidente del Bim Tronto Luigi Contisciani concludendo con un monito: "Non basta quindi rendere resilienti le infrastrutture a valle se non presidiamo la montagna a monte".