HomeAnconaCronacaIl rebus salvataggio. Tribunale, ultima prorogaPreoccupa l’esposizione dell’azienda tra aumenti contrattuali e caro benzinaPreoccupa l’esposizione dell’azienda tra aumenti contrattuali e caro benzinaRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciIl salvataggio di Conerobus, tra nuovo statuto e i tempi strettissimi imposti dalla Composizione negoziata della crisi. Il tribunale di Ancona dovrebbe concedere un’ulteriore (l’ultima) proroga di 60 giorni dopo averne concessi già 240 al team di esperti che l’azienda sta profumatamente pagando da inizio anno; un tempo forse insufficiente per mettere in fila tutte le questioni. Nel frattempo l’azienda, senza il sostegno della filiera, è esposta in maniera pericolosa, dovendo anticipare gli aumenti contrattuali nazionali per 850mila euro nel 2025 e zero coperture per l’anno in corso, senza dimenticare i 140mila euro al mese per l’impennata dei costi del carburante.

Su queste basi si inserisce l’approvazione, ieri, delle due delibere di giunta attraverso cui il socio di maggioranza apre la sua azienda partecipata (ora controllata) più strategica ai privati per risolvere una crisi profonda. Nuovo statuto – che l’assemblea straordinaria dei soci dovrà ratificare, intanto la prossima assemblea ordinaria è stata indetta per il 29 luglio prossimo – che non convince fino in fondo sotto il profilo regolamentare. Il suo peso, infatti, entrerà in vigore soltanto una volta espletata la gara a evidenza pubblica per l’ingresso di nuovi soci privati, fattore su cui non ci sono certezze su tempi, modalità e soggetti. Fino ad allora resta in carica il Cd’A attuale che però, una volta approvato il bilancio 2025, possibilmente almeno in pareggio, entro l’estate dovrebbe terminare il suo mandato; a quel punto ci si chiede se non sarà necessario nominare un nuovo Consiglio d’Amministrazione a tempo.