In un periodo storico così particolare dove le materie prime scarseggiano, l’acqua è il bene più prezioso per la nostra Terra ma anche per l’uomo. Graziano Pucci (nella foto), pensionato di 90 anni di Limite sull’Arno, aveva brevettato circa 20 anni fa un metodo per evitare frane ed allagamenti ma nessun Comune, azienda privata o istituzione ha mai risposto alle sue richieste. Pucci aveva escogitato un metodo per innaffiare le piante del terrazzo senza consumare l’acqua e dunque a costo zero. "Mia moglie voleva annaffiare le sue piante sul terrazzo senza consumare l’acqua così mi inventai questo metodo per riciclare l’acqua piovana senza disperderla – dichiara l’ex camionista in pensione oggi vedovo - Questa sarebbe la soluzione per frane e alluvioni che ogni anno si presentano sul nostro Paese". Pucci ha provato a scrivere anche al comune di Niscemi, comune siciliano colpito questo inverno da una frana importante. "Se il mio brevetto fosse preso in considerazione da Comuni ed Enti locali si sarebbero risolti i molti problemi idrologici in Italia", è convinto il 90enne. Il brevetto tra poco scadrà e Graziano avrebbe piacere che fosse sfruttato. "Negli anni passati quando le campagne erano ancora abitate e coltivate, in assenza di rete idrica i contadini ricorrevano a recuperare l’acqua piovana pilotandola in tanti piccoli laghetti – spiega – questa operazione costituiva un freno per l’acqua piovana non arrivasse a valle in modo violento, ingrossando i fossi. Dopo l’abbandono delle campagne si iniziano a costruire edifici industriali, artigianali e abitativi con la conseguente cementificazione di molte zone. Da comune cittadino iniziai a pensare di mettere un freno all’acqua piovana con metodi moderni, creando dei deviatori, installando cisterne per ogni edificio industriale". I piccoli laghetti formatisi nel corso dei secoli offrivano acqua potabile ai cittadini, dopo sono avvenuti maggiori consumi e le istituzioni hanno costruito reti idriche per approvvigionarsi in grande quantità senza ricorrere al recupero dell’acqua piovana. "Rimanendo vuoti i sottosuoli, sono state risvegliate le sorgenti fornitrici dando vita allo scorrimento. Senza sosta i passaggi si sono ingranditi di diametro e in caso di pioggia violenta sono in grado di riempire i polmoni in poco tempo e così avvengono le frane. Quando arrivano i temporali anche violenti e insistenti, con l’impiego del gruppo deviatore, agli edifici verrebbe consegnata solo metà dell’acqua alle fogne, di conseguenza, non potrebbero avvenire allagamenti alle cantine, sottopassi e negozi. L’altra metà di acqua spetterebbe ai Comuni di immagazzinarla a loro bisogno. Il gruppo deviatore è un tubo, non è necessaria manutenzione, soltanto ripulire il filtro per la possibile presenza di foglie e altro che potrebbe impedire il passaggio dell’acqua. Costruendo tanti piccoli laghetti si alleggerirebbe il flusso delle acque e si consegnerebbe acqua pura al sottosuolo"
Novantenne inventore: "Il deviatore d’acqua piovana. Soluzione per frane e alluvioni"
Graziano Pucci spiega i benefici del progetto brevettato circa 20 anni fa .








