Un esempio di ricerca, restauro e innovazione: il “sistema San Michele Maggiore“ è entrato a palazzo Madama come modello di laboratorio multidisciplinare a tutto campo per restituire un monumento alla comunità a cui appartiene. È stato il vicepresidente del Senato, Gian Marco Centinaio, a convocare un incontro con Vittorio Vaccari (presidente dell’Associazione Il Bel San Michele), Marco Morandotti (Università di Pavia), Saverio Lomartire (Università dell’Insubria), Carlo Bergamaschi (A7design Studio Associato), Sandro Vannucci (Comitato promotore San Michele Cammino dei Cammini) e don Carluccio Rossetti (parroco di San Michele) per "valorizzare iniziative come il recupero di San Michele e le persone che lo portano avanti". L’edificio, perla dell’architettura romanica, è visitato da oltre 100mila turisti e pellegrini ogni anno. "La facciata principale è un unicum per l’intreccio dei valori cristiani con la vita dei popoli, che la rendono straordinario veicolo di comunicazione culturale - spiega Vaccari -. Purtroppo, il materiale costitutivo, l’arenaria locale, è da tempo soggetto a degrado chimico-fisico progressivo e irreversibile nelle parti esterne, tale da richiedere un approccio sistematico e continuativo di restauro".