Guida i giornalisti negli spazi dismessi della sua parrocchia. Li porta su e giù nei chiostri, in barba al caldo, per mostrare il forte degrado di alcuni degli spazi di Santa Maria in Vado, che ancora attendono il restauro. Nelle parole e negli occhi di don Andrea Zerbini, amministratore parrocchiale, è ancora aperta la ferita del sisma del 2012. Simbolo di quel momento, la fragorosa e drammatica caduta davanti al prospetto della chiesa della grande statua della Vergine, volata dalla facciata dell’edificio. Da allora, tanto è stato fatto ma tanto è ancora da fare.

Un primo determinante passo è avvenuto ieri, con la sottoscrizione del ’Disciplinare regolante i rapporti tra enti per l’attuazione dell’intervento di restauro del convento di Santa Maria in Vado (area ex Refettorio)’. Un intervento finanziato con 2 milioni di euro dal Ministero della Cultura. "Oggi si compie un passo fondamentale verso il recupero di uno dei complessi monumentali più significativi della nostra città – afferma l’assessore alla cultura, Marco Gulinelli –. La firma della convenzione non è solo un atto amministrativo, ma l’avvio di un percorso importante e condiviso, che consentirà alla comunità di ricostituire Santa Maria in Vado".