L’architettura come atto di cura e responsabilità condivisa, capace di rispondere alle sfide sociali ed ecologiche contemporanee. Con questo spirito il Padiglione della Santa Sede della Biennale di Venezia nel complesso di Santa Maria Ausiliatrice (aperto fino al 23 novembre) sta funzionando come una pratica viva di restauro e di cura collettiva. Con «Opera Aperta» (a cura di Marina Otero Verzier e Giovanna Zabotti), il Dicastero per la Cultura e l’educazione ha inteso trasformare il complesso di Santa Maria Ausiliatrice, nella zona di Castello in un laboratorio vivente di riparazione collettiva.
Il padiglione del Vaticano alla Biennale di Venezia: laboratorio di «restauro sociale»
Il cardinale José Tolentino de Mendonça e il progetto sul complesso di Santa Maria Ausiliatrice. L’intervento lo trasformerà in «Opera Aperta» (fino al 23 novembre) con spazi per gruppi e associazioni<br>
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