Con la testa a pochi centimetri dai soffitti lignei delle Sale monumentali di Palazzo Venezia, a guardare dall'alto delle impalcature, fin sopra i grandi lampadari, il lavoro dei restauratori all'opera: è questa l'emozione di 'Cantiere aperto.
Le sale monumentali di Palazzo Venezia', il progetto che consentirà al pubblico di seguire giorno dopo giorno e visitare di persona i lavori di restauro della Sala del Mappamondo, quella delle Battaglie e la Sala Regia, condotti nell'ambito della realizzazione della stazione Venezia della Linea C della metropolitana di Roma. Due volte al mese (2 e 23 maggio, 6 e 20 giugno alle 10 e alle 11.30) i visitatori potranno salire direttamente sui ponteggi del cantiere e seguirne i progressi, guidati dagli esperti coinvolti.
"Gli interessati potranno poi seguire passo dopo passo l'avanzamento del cantiere attraverso il nostro sito istituzionale, con video-interviste ai restauratori - ha spiegato nel corso della presentazione la direttrice del Vive, Vittoriano e Palazzo Venezia, Edith Gabrielli -. Noi al ViVe teniamo sempre aperti tutti i cantieri, anche per non spezzare l'affezione del pubblico verso i luoghi, perché siamo convinti che vada coinvolto nel nostro lavoro". Quest'apertura segue quella del cantiere di restauro dell'Altare della Patria e delle sculture del prospetto principale al Vittoriano e dell'Appartamento Barbo a Palazzo Venezia. Le Sale monumentali, tre grandi ambienti collocati al piano nobile, vennero realizzate immediatamente dopo il 1464, quando il cardinale Pietro Barbo ascese al soglio pontificio. Nel corso dei secoli hanno avuto funzioni istituzionali di altissimo profilo e quando, nel 1916, il palazzo fu rivendicato dall'Italia, furono destinate ad accogliere il Museo del Medioevo e del Rinascimento, prima che nel 1922 Benito Mussolini le scegliesse come sede di rappresentanza del governo fascista. Nel secondo dopoguerra gli ambienti sono stati adibiti all'esposizione di opere, e dopo questi lavori accoglieranno il nuovo percorso stabile con la museografia di Michele De Lucchi dedicato al 'Fatto in Italia'. Il restauro, che sarà delicato per via dei numerosi interventi che si sono stratificati nei secoli, riguarderà sia i soffitti lignei che le pareti.






