VENEZIA - Imparare e offrire un'esperienza, ben diversa da una fruizione passiva frutto di massificato turismo, in un reciproco scambio con i visitatori. I quali - raggiunti - devono essere accompagnati dalle istituzioni museali, dando vita ad un senso di appartenenza al luogo, e di condivisione. Pratica quest'ultima che si verificherà appieno nella giornata di domani aperta al pubblico, dopo l'odierna riservata ad operatori del settore: all'interno dell'evento "10 anni di Grand Tour - 2025", organizzato a Palazzo Grassi dalla Fondazione Pinault. Condivisione "totale", che porterà gli spettatori a riflettere sulle opere dell'artista franco-italiana Tatiana Trouvé, la cui personale "Tatiana Trouvé. La strana vita delle cose" è in corso, nonché a sovvertire consuetudini museali quali il silenzio: i presenti saranno anche invitati a dar voce a grida liberatorie, senza allarmati interventi della sicurezza o di guardiasala. L'allettante proposta della Fondazione Pinault, è il decimo atto - pertanto una celebrazione - di un vero e riuscito format che dal 2015 ha accolto a Venezia - edizione dopo edizione - una istituzione museale o una fondazione d'arte internazionale. Sempre nel segno di "Un tour dei musei del mondo senza lasciare Venezia" con inviti, per il decennale, particolarmente estesi: coinvolte tutte le istituzioni protagoniste delle precedenti edizioni, dalla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Torino del 2015 al Mucem di Marsiglia dell'anno scorso.
Palazzo Grassi e i 10 anni del Grand Tour. «Non un'esperienza passiva ma uno scambio con i visitatori»
VENEZIA - Imparare e offrire un'esperienza, ben diversa da una fruizione passiva frutto di massificato turismo, in un reciproco scambio con i visitatori. I quali - raggiunti - devono...







