Jonatan Urich avrebbe dato alla stampa tedesca un documento riservato dell'Idf per dimostrare che era Hamas a bloccare un accordo per il rilascio degli ostaggi dopo il 7 ottobre

Si chiama Jonatan Urich ed è uno dei consiglieri più vicini al premier Benjamin Netanyahu. Per questo è stato definito Bibileaks lo scandalo in cui è implicato. E per il quale la procura generale di Tel Aviv ha chiesto la sua incriminazione. Urich è accusato di aver trasmesso informazioni classificate con l’intento di danneggiare la sicurezza dello Stato, pena per cui è previsto fino all’ergastolo. Lo avrebbe fatto nell’ambito dell’inchiesta sulla pubblicazione di documenti dell’Idf da parte del quotidiano tedesco Bild nell’estate del 2024.

Nella stessa inchiesta è già stato rinviato a giudizio un altro collaboratore di Netanyahu, ovvero Eli Feldstein. Insieme a lui il riservista dell’unità di intelligence militare Ari Rosenfeld. Che avrebbe materialmente trafugato il documento in questione. La procura di Tel Aviv ha chiesto per Urich anche l’interdizione dall’ufficio del primo ministro, dalla quale era rientrato a maggio. La corte ha respinto la richiesta. Le accuse si riferiscono alla sottrazione di un documento classificato dell’intelligence militare israeliana. Effettuata nel tentativo di avvalorare la posizione secondo cui era Hamas a bloccare un accordo per il rilascio degli ostaggi israeliani detenuti allora a Gaza. Il documento sarebbe stato fatto trapelare al quotidiano tedesco Bild per aggirare la censura militare israeliana.